Slow Sud, Putìa prendi il sud a morsi!
SlowSud nasce nel 2015 dall’idea di Luca Rudilosso, Anthony Tata, Alessandra D’Errico, Umberto Pavano e Andrea Fassari: i cinque trentenni imprenditori fuori sede puntano sull’autentica tradizione gastronomica del Sud riproponendola a nostalgici e buongustai che, pertanto, si troveranno immersi in un’atmosfera meridionale, protetta e lenta: il progetto Slow Sud è un posto dell’anima in cui è vietato avere fretta.
Tre sono le realtà di SlowSud:
Slow Sud Duomo: ristorante nel pieno centro milanese che propone in chiave moderna i veri sapori del Meridione;
SlowSud Brera: votato all’aperitivo “slow” basato sulle tapas che ai proprietari piace chiamare alla siciliana “muciulerie”, stuzzicherie golose da abbinare a cocktail inediti;
Putìa: la bottega, qui il protagonista è il panino super imbottito di giù”. La mission di Putìa genuina e mirata: raccontare i colori del Meridione in un semplice panino, troppo spesso vissuto come un frenetico “mordi e fuggi”
Putìa propone una vera e propria esperienza gastronomica che si rinnova ad ogni morso. Si entra e si sceglie la base tra le due selezionate, la mattonella catanese tipica della rosticceria siciliana o la mafalda col sesamo; poi si passa al condimento, proposto secondo i più celebri e classici abbinamenti meridionali: caponata con basilico fresco, sgombro e insalata di arance, stracciatella pugliese e crudo dei Nebrodi. Immancabile il pane “cunzato” con primosale fresco, capperi e acciughe.
Il panino viene rigorosamente imbottito al momento, tra pomodori secchi e piantine aromatiche che scendono dal soffitto. Il Tutto accompagnato da un buon bicchiere di birra artigianale. La location è raccolta e intima, nessun posto a sedere. Solo il coloratissimo banco decorato con ceramiche siciliane, che offre a vista le materie prime accuratamente selezionate ogni giorno. Alle pareti scaffali gremiti di conserve e taralli pugliesi. casomai il cliente volesse portarsi a casa anche qualche succulento vasetto o il più celebre tra i comfort food del Meridione. Così Slow Sud, con la sua triplice realtà, riempie i cuori dei nostalgici fuorisede e dona un pizzico di brio in più ai milanesi doc, che sapranno finalmente cosa vuol dire prendere il Sud a morsi!
Parlando sempre di Putìa, in occasione del primo compleanno ha omaggiato la città di Milano con un arancino speciale l’ArancinaMI

Che cos’è ArancinaMI? Spiegateci!
La ricetta è stata oggetto negli ultimi anni di numerose rivisitazioni creative per mano tanto di grandi nomi della cucina quanto di piccole attività ristorative. Ed eccoci giunti a noi – conclude Rudilosso – contaminatori eretici che danno forma meridionale alla più lombarda delle ricette. È una libertà che ci prendiamo per celebrare, grati, il piatto della città che ci ospita e omaggiare una storia secolare di ponti culinari tra Sicilia e Lombardia.” Le materie prime utilizzate per l’arancino alla milanese provengono da diverse aree del Nord Italia: il riso Vialone Nano dal veronese, il burro della Latteria di Livigno, il Bitto della Valtellina e il Grana padano. Il riso, una volta tostato con la cipolla, viene arricchito con grana, burro, midollo e pistilli di zafferano per poi essere tolto dal fuoco molto al dente e raffreddato. Il ripieno è fatto di stracotto di ossobuco da parte posteriore, infarinato, cotto nel burro e sfumato con vino bianco prima di essere tagliato a punta di coltello o sfilacciato a mano, con aggiunta di tocchetto di bitto e gremolada di prezzemolo, aglio e scorza di limone. Se consumato in Putìa, viene servito con una fonduta di Grana al profumo di noce moscata.
C’è bisogno di altro per passare a trovarli?
Putia, Via delle Asole 4, aperti 7/7 dalle 12 alle 15.
Se invece volete gustare i loro piatti a casa vi suggerisco di ordinare qui la vostra Terron’s Box
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