Pavia, il Ponte Coperto, Il Borgo Ticino tra lavandaie e traghettatori
In occasione del 70° anniversario dell’inaugurazione del Ponte Coperto (1951-2021) il Comune di Pavia intende raccontare il Ponte e la Città offrendo uno sguardo inedito su uno dei suoi monumenti più rappresentativi, che maggiormente ricorre nell’iconografia della città e occasioni originali di vivere e scoprire le eccellenze del territorio, i sapori, i saperi e il saper fare che caratterizzano Pavia.
Il Ponte Coperto è stato inaugurato il 16 settembre del 1951, ricostruito in seguito ai bombardamenti del ponte originario da parte delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale e collocato più a valle rispetto a quello trecentesco. Disallineato rispetto alla linea di continuità che collega strada Nuova a via dei Mille, il Ponte Coperto con le sue cinque arcate congiunge la parte sud della città con il caratteristico quartiere Borgo Ticino, oltre l’omonimo fiume.
La celebrazione del Ponte Coperto, la cui riedificazione è ricordata sull’epigrafe del portale d’ingresso lato città che riporta “Sull’antico varco del ceruleo Ticino, ad immagine del vetusto Ponte Coperto, demolito dalla furia della guerra, la Repubblica Italiana riedificò”, assume anche una forte valenza simbolica di superamento e unione al tempo stesso e contribuisce a rievocare, oggi in modo particolare nel ricordo della sua ricostruzione, la forza e l’idea di slancio e ripartenza verso il futuro.
In questo contesto si inserisce il programma 70 anni di Ponte Coperto, dal passato al futuro. Eventi ed iniziative di promozione della Città, un calendario di eventi e occasioni che si intrecciano attorno al Ponte e al suo Fiume.
Con 70 anni di Ponte Coperto il Comune intende portare alla ribalta la città di Pavia, raccontando il Ponte e la Città, con un programma di iniziative attrattivo in grado di valorizzare la vocazione a meta di turismo di prossimità, valorizzando e promuovendo il protagonismo imprenditoriale e che segni una ‘ripartenza’ della Città.
PAVIA: Il Borgo Ticino tra lavandaie e traghettatori
TICINUM
Ticinum é il nome romano di Pavia, in quanto la cittá era nata sul fiume e di di esso si basava l’economia, il fiume Ticino era una importante strada sostitutiva a quelle di terra.
SAN TEODORO
La Chiesa fu edificata nella seconda metà del XII secolo per accogliere le spoglie di San Teodoro, antico vescovo di Pavia e patrono dei pescatori, dei barcaioli e dei commercianti che vivevano in questa zona della città.
All’interno si segnala il bellissimo affresco di Bernardino Lanzani del 1525 raffigurante una dettagliatissima veduta di Pavia ancora irta di decine di alte torri medievali (erano 100 in origine), nella quale si riconoscono facilmente il castello, il ponte, il Regisole e molte chiese tuttora esistenti.
Si narra che San Teodoro, una chiesa anticamente popolare perché anche da questo lato del fiume c’era una parte di popolazione che viveva del fiume, all’interno sotto i dipinti della vita del santo c’è il Paratico dei pescatori, sempre qui troviamo un incisione in cui il ponte coperto è raffigurato con un ponte levatoio nel centro.
A pochi passi da San Teodoro, nel quartiere di Porta Calcinara, troviamo Casa Eustachi, il figlio Pasino Baggiano degli Eustachi (famoso per la battaglia di Venezia), era capitano della flotta viscontea e sconfisse la flotta veneziana sul Po nell’importante battaglia di Cremona del 1431, la battaglia si svolse sul Po nella zona di Casalmaggiore, con la vittoria nel 1431 portarono in Pavia 8000 prigionieri e tanti galeoni.
Dopo questa importante vittoria, Giangaleazzo Visconti diede una parte di piazza del Duomo in uso per vendere il pesce alla famiglia degli Eustachi, l’area corrisponde a quella dove oggi sorge la statura del Regisole.

Il BORGO – I MESTIERI, LE ALLUVIONI E LA CASA CON LA LINGUACCIA
La vita del Borgo Ticino ruotava attorno alla pesca, ai giarò i cavatori di sabbia e ghiaia, al mestiere delle lavandaie, infatti qui sorge la statua della lavandaia ispirata ad una persona realmente esistita che altri non era che la nonna di Ettore Negri, il primo vincitore del raid Pavia/Venezia, sul basamento della statua è riportata un’incisione:


Camminando lungo il Borgo a Basso potete notare le targhe delle alluvioni passate, alcune le ho viste anch’io, l’acqua del Ticino arrivava a quasi a coprire gli archi del Ponte Coperto e le casette erano sommerse, rimaneva fuori il pian terreno, verso la fine de borgo noterete una casa con una testa di donna con la lingua di fuori, narra la leggenda che il proprietario stufo delle male lingue sui suoi affari fece applicare questa testa con la lingua di fuori a simboleggiare che l’invidia è una brutta cosa.



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