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OLTREPO’ OLTREDOC A MILANO

Oltrepo’ Oltredoc a Milano, una serata per raccontare di croatina, barbera, uvarara e ughetta

Per raccontare di croatina, di barbera, di uvarara e di ughetta o vespolina dovrei prima raccontarvi dell’Oltrepò Pavese, per raccontare di questo territorio che è un museo a cielo aperto non bastano le poche righe di un post, o un un articolo in un blog, L’Oltrepo’ Pavese è un luogo che va vissuto e assaporato. Incontrare i suoi artigiani e agricoltori ha un non so che di affascinante, se poi questo artigiano custodisce i segreti che fanno dell’Oltrepò un esempio di viticultura e se sei seduto con lui in una cantina storica a sorseggiare un rosso ancor di più.
L’Oltrepò Pavese è questo ma ancor di più, partiamo dalla sua sua conformazione visto sulla mappa ha una forma particolare, sembra un grappolo d’uva, il particolare clima permette di produrre vini da invecchiamento tra i migliori d’Italia, forse il suo valore non è riconosciuto come dovrebbe, ma credetemi se venite qui a fare un’esperienza e vi prendete il tempo necessario per visitarlo nelle varie stagioni, conoscere le varie vallate ed i prodotti che siamo formaggi, ortaggi, frutta, dolci e in primis un calice di buon vino.
Forse non lo sapete ma l’Oltrepo’ che è la terra del vino da sempre, tutti i vitigni trovano ottima espressione con una confermata caratteristica comune che vale per i vitigni destinati a vini da invecchiamento: la terra, per sua origine ampelografica e natura geologica, garantisce lunghi e qualitativi invecchiamenti. Vale per il Pinot Nero, vale anche per il Riesling ma in generale per tutti i vini.

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OLTREDOC OLTREPO’ A MILANO DA INDENTITA’ GOLOSE
In occasione della tredicesima serata del ciclo concentrato di Identità Golose Milano, Regione Lombardia e Ascovilo con i vini del Consorzio dell’Oltrepò Pavese e la cucina di chef Mauro Enoch del Ristorante Rimulas di Voghera PV, i relatori della serata Simone Bevilacqua e Miriam Prencisvalle Sommelier Ais e proprietari di Acà Oltrepopavese – agricoltura rigenerativa.
Durante la serata Miriam e Simone ci hanno guidato in una masterclass raccontandoci del territorio, della sua storia legata al vino e per finire delle denominazioni dell’Oltrepò Pavese e guidandoci nella degustazione di 4 grandi rossi del territorio che sono poi stati i protagonisti della cena preparata da chef Mauro Enoch.
Chef Mauro è un talento del nostro territorio, uomo di poche parole ma che sa comunicare attraverso i piatti, assaggiandoli puoi capire la sua passione, la ricerca ed il grande rispetto per la materia prima che è stagionale e del territorio, nelle sue mani anche una semplice cipolla (la dorata di Voghera) diventa sinfonia.

IL MENU’
La sinfonia è iniziata con un benvenuto dello chef con Cipolla, fonduta di Casanova e mirtillo e Pancetta di maiale brado 70 mesi e gnocco fritto; a seguire l’antipasto in stile street food il Maritozzo speziato, paté di fegatini, fichi caramellati e infuso alcolico alle foglie di fico, entrambi da mangiare a mio parere con le mani per assaporare al pieno l’esperienza, le consistenze, i sapori e per giocare un pò, il cibo è questo è gioia è divertimento, in abbinamento è stato servito il Gresta del Griffi dei Fratelli Agnes (dei loro vini amo il Loghetto).
Passiamo al primo piatto con un simbolo dell’Oltrepò i malfatti di cavolo nero (attenzione a non chiamarli gnudi!) conditi con un ragù di cuore cotto per diverse ore e tagliato al coltello, grana padano e rafano che gli ha dato quel qualcosa in più, mai provato ed ottimo, in abbinamento il Povrömme de Il Molino di Rovescala; il tempo di raccontare ai commensali al mio tavolo che i malfatti non vanno confusi con gli gnudi ed ecco che arriva il secondo uno stracotto di agnello con gel di agrumi, patata e burro alla brace, sublime, accompagnato da il Cavariola Oltrepó Pavese Rosso Riserva di Bruno Verdi. Veniamo ora al momento più atteso anche se era l’unica portata non del territorio ma che ci ha sorpreso il dolce! ossia un crème caramel al sesamo e caramello al miso, in abbinamento con Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese di Paravella.
Un ringraziamento particolare va a chef Mauro perché ha avuto la sensibilità di preparare anche un menù vegetariano per la serata in abbinamento ai vini del Consorzio Oltrepò Pavese per poter far conoscere e gustare questo territorio in tutte le sue sfumature.

Questo è il racconto in breve di una meravigliosa serata, vi aspetto per un tour esperienziale in Oltrepò, per ammirare la bellezza di questo territorio di cui credetemi non vi stuferete tanto facilmente e di cui vi racconterò ancora.
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