Conosceste ormai la mia passione per il buon mangiare ma anche per il buon bere, quindi sono stata entusiasta di prendere parte al contest realizzato in collaborazione con Tapì-group e Aifb – Associazione italiana foodblogger.
Io faccio parte della squadra il mio amico bartender ed io, il mio compito era di intervistare un bartender e farci svelare dei trucchi nella scelta degli ingredienti, ho scoperto che molte volte ci focalizziamo sul tipo di bottiglia, se di design o sull’etichetta, questo è sbagliato perché dovremmo focalizzarci sul tappo, il tappo infatti è fondamentale perché aiuta a conservare il prodotto ed è sinonimo di qualità.
La seconda squadra aveva il compito di raccontare di Mekano, chiamarlo tappo è riduttivo, infatti è una chiusura innovativa realizzata con materiali sostenibili, mentre la terza squadra doveva realizzare una ricetta eco-green partendo dalla sostenibilità della confezione.
Grazie a questo contest ho potuto conoscere una grande realtà Italiana Tapì Group azienda che progetta – info dal loro sito – chiusure per i segmenti premium e super premium delle bevande.
Un Gruppo multinazionale riconosciuto per originalità, design e attenzione all’estetica che cerca di portare nel mondo la cultura del valore della bellezza, declinata nei prodotti che progettano e soprattutto è un’azienda ECOSOSTENIBILE Tapì Group offre infatti prodotti ed utilizza sistemi innovativi che uniscono funzionalità, alto impatto estetico e attenzione per l’ambiente, come la tecnologia neos o la chiusura pure, sistemi questi che fanno dell’azienda una delle leader del mercato del packing alimentare.
INTERVISTA AL MIO AMICO BARTENDER CHARLIE
Il drink ha una storia misteriosa e intrinseca, per molti è stato un elisir di lunga vita, un concetto che sublima le grandi domande dell’uomo, nell’immaginario spesso è rappresentato come una pozione creata da alchimisti. Il bartender è un’alchimista, una figura misteriosa che non si limita a guidarci nella miscelazione ma ci svela come scegliere e custodire i preziosi spritis.
Charlie non è un comune bar tender, nell’immaginario il barman è l’amico, il confidente, lo psicologo, quello che ti aiuta a bere responsabilmente e ti spiega i vari spirits, ti aspetta e se non ti vede si preoccupa, è tutti noi, per questo su Charlie rimane un alone di mistero che forse sveleremo più avanti. Charlie sì è prestato visto il periodo di zona rossa in cui eravamo di realizzare il più classico dei cocktail che tutti possiamo replicare tranquillamente a casa e sentirci dei veri bar tender.
LA RICETTA DEL NEGRONI DI CHARLIE
Intanto vi lascio la ricetta del Negroni di Charlie, il cocktail creato per questo contest:
1 parte di Gin 43 di Fred Jerbis
1 parte di Vermut bianco
Bitter rosso q.b.
1 buccia di arancia
Tanto ghiaccio
Procedimento:
Tutto è molto semplice e replicabile, basta versare in sequenza gli ingredienti, in un apposito bicchiere con tanto ghiaccio e mescolare, infine schiacciare leggermente la buccia di arancia per far uscire gli olii essenziali passarla sul bordo del bicchiere. Il negroni è un classico senza tempo e facilmente replicabile.
Per la realizzazione del Negroni di Charlie non è stato utilizzato un gin a caso, oltre ad essere un ottimo prodotto di qualità elevata, la Fred Jerbis utilizza il tappo T-Wood di Tapì per i suoi spirits, questo tappo è una chiusura bar top con testa in legno di frassino e gambo in materiale sintetico, e fabbricato con polimeri di origine vegetale.
Stiamo sempre più prendendo coscienza de problema dell’inquinamento e le aziende all’avanguardia prestano molta attenzione alle materie prime per la produzione dei loro articoli, si cerca sempre più di “fare economia circolare” ossia di non produrre scarti e riutilizzare tutto quanto e Tapì Group è ampiamente al passo coi tempi e sono felice di averli conosciuti.
Qui Il Link dell’intervista: https://youtu.be/EhEaK678nhs
Fatemi sapere cosa ne pensare e se replicate il cocktail taggatemi!
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Simpaticissima intervista e video