Un viaggio di 3 giorni alla scoperta della Valle D’Aosta
La Valle D’Aosta per me è molto facile da raggiungere, infatti dista solo 2 ore da casa mia, mi ha sempre incuriosito andarci d’estate, quindi mi sono presa 3 giorni per scoprirla.

Dove Alloggiare: ho scelto Donnas
Per il pernottamento ho scelto la formula B&B e la località di Donnas, il paese che possiamo chiamare del vino, sì, in Valle D’Aosta si produce vino e sono stati riconosciuti idonei alla coltivazione nr. 38 vitigni.
Donnad è a misura d’uomo, la si gira tranquillamente a piedi, la caratteristica sono i terrazzamenti con le viti che costeggiano un lato del paese, molto caratteristici. Si sviluppa sulle due sponde della Dora Baltea. Sono numerose le testimonianze di epoche antiche di cui si hanno poche informazioni, come ad esempio le incisioni su roccia o i massi coppellati. I Romani, invece, hanno lasciato dei forti segni del loro passaggio: esiste ancora oggi, infatti, un tratto di circa duecento metri della via delle Gallie, la strada che collegava Roma ad Aosta.
Giorno 1 – Visitare Aosta e il Forte di Bard e cenare a Saint Vincent
Appena lasciati i bagagli in B&B mi sono diretta verso Aosta, l’autostrada era circa 5 minuti, una volta giunta in città trovare parcheggio vicino al centro è stato abbastanza facile, la prima cosa che mi ha colpito è stato vedere in Piazza della Repubblica la colonna romana su si erge la statua della lupa capitolina che allatta Romolo e Remo simbolo dell’antico Romano Impero. Proseguendo a piedi sono stata attirata dalla torre del lebbroso, che sorge vicino ai resti della Cinta Romanda di Augusta Pretoria, la targa posta sulla torre è scritta in lingua francese, in Aosta troverete anche i cartelli che indicano le vie in francese- io lo capisco e parlo quindi vi posso dire che deve l’attuale nome alla presenza tra il 1773 e il 1803 di Pietro Bernardo Guasco da Oneglia, un lebbroso che vi fu rinchiuso fino alla morte con la sorella per evitare il contagio della città.
Mi sono poi diretta alla Cattedrale di Aosta dedicata a Santa Maria Assunta, ed è il principale luogo di culto della città di Aosta, sede vescovile della diocesi omonima; costituisce, assieme alla Collegiata di Sant’Orso, la testimonianza di maggior rilievo della storia dell’arte sacra in Valle D’Aosta. La sua storia ultra millenaria va ricostruita attraverso la molteplicità degli interventi che si sono succeduti e dei linguaggi architettonici impiegati, oltre alle testimonianze artistiche che essa conserva, per descriverla non basta un’articolo se amate l’arte e l’architettura è magnifica, dovete visitarla. Dalla Cattedrale potete imboccare Via Laurent Martinet, 32 , si aprirà una piazza, alla sinistra dell’ingresso del Museo Archeologico si trova un bellissimo mulino funzionante.
Il Forte di Bard – L’importanza della cultura e del territorio
Lo si scorge arrivando in autostrada da Aosta è così imponente da da togliere il fiato, perfettamente incastonato nella montagna sembra finto, sembra un disegno. Arrivarci è semplice, ci sono molti cartelli che indicano i parcheggi a pagamento, a saperlo sarei passata dal lato del Borgo di Bard e avrei parcheggiato al di là della Dora Baltea nel Comune di Hône che è collegato da un ponte pedonale a Bard.
Il Forte è servito da una strada esterna, sul lato sud e da una strada interna che, con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni, risale il pendio opposto rivolto a nord e consente di accedere all’Opera Carlo Alberto e all’area delle Scuderie, entrambe le strade sono pedonali. La sommità della rocca è facilmente raggiungibile grazie ad ascensori panoramici (io soffro di vertigini ma per la salita ho scelto questi e la vista merita) che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l’accesso all’Opera Carlo Alberto, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze.
Il complesso è costituito da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, dal più basso, l’Opera Ferdinando (all’interno del quale è ubicato il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere.) a quello mediano, l’Opera Vittorio, e al più alto, l’Opera Carlo Alberto.
A circa metà della rocca sorge l’Opera Vittorio, che ospita Le Alpi dei Ragazzi, un percorso interamente dedicato ai più giovani di avvicinamento all’alpinismo.
All’interno dell’Opera Carlo Alberto si trovano anche le Prigioni, 24 celle di detenzione disposte lungo quattro sezioni. Le anguste celle dove venivano rinchiusi i prigionieri hanno dimensioni molto ridotte, circa 1,3X2 metri. Lo spazio oggi ospita un percorso multimediale dedicato alla storia della fortezza.
Il Forte di Bard Ospitò per un certo periodo anche un giovane Camillo Benso Conte di Cavour inviato dal padre nel 1831, visse quest’esperienza come una punizione, una “prigione morale” che lui stesso in seguito definì un “esilio”.
Il forte oggi è il catalizzatore del turismo di massa della Valle D’Aosta, con eventi legati alla cultura e al territorio, oltre all’evento marche au fort bard che si svolte la seconda domenica di ottobre per la valorizzazione dei prodotti Valdostani, il Forte è anche un bacino scientifico con oltre 250.000 visitatori ( stima pre covid-19), é promotore del progetto L’Adieu des glaciers , una mostra sul cambiamento climatico, che vede coinvolti 40 enti ed Università del Nord Ovest , che unisce fotografia, ricerca scientifica e arte, in un dialogo iconografico carico di suggestioni tra passato e presente. L’identità glaciale del Monte Rosa viene presentata attraverso cento fotografie inedite che raffigurano ambienti naturali e antropizzati, contesti e sodalizi storico-culturali, imprese scientifiche.
Saint Vincent – cose fare e cosa gustare
Cosa si può fare a Saint Vincent? Nel mio caso cenare dopo la visita a Bard e approfittare della tranquillità della sera per trovare parcheggio e girarla tranquillamente a piedi, prima però mi sono gustata una polenta concia bollente e un buon bicchiere di vino prodotto proprio a Donnas, i prezzi sono nella media e accessibili. Se invece volete viverla vi consiglio le Terme , un giro a Col de Joux, una visita alla Chiesa di San Vincenzo e il Casinò .
GIORNO 2 – Cascate di Lillaz e Cogne
In Val d’Aosta non puoi non fare un’escursione, quindi munita di scarpe da trekking, zaino e borraccia sono partita alla volta di Cogne, all’imbocco del paese troverete un tabellone con i vari percorsi e livelli di difficoltà, ho scelto la cascata di Lillaz che si trova a circa 3 km da Cogne, ci sono andata in auto e il parcheggio non è facile da trovare, bisogna avere pazienza, in caso contrario si può sempre parcheggiare a Cogne ed andare a piedi.
La Cascata di Lillaz è un percorso facile anche per chi come me non è allenato alle camminate in montagna, è un giro ad anello che si può fare senza sosta in circa un’ora e mezza al mio passo), che conduce fino alla cima delle cascate. Una volta in cima vi consiglio di proseguire e raggiungere in 10 minuti le Cascate Biolet, che si trovano all’interno di una proprietà privata ma con rispetto potete accedervi. Io l’ho percorsa in circa 3 ore fermandomi ai vari livelli per ammirare il panorama e anche immergere per 5 secondi i piedi nell’acqua ghiacciatissima, di più non sono riuscita. Per pranzo mi sono fermata in una cavità su un masso a mangiare un panino e credo che sia stato il mio pranzo più bello, in mezzo ad uno spettacolo vivente con tanto di arcobaleno nel mezzo.
Una volta terminato il percorso alla cascata breve sosta a Cogne, piccolo paesino che si attraversa in 5 minuti a piedi e poi rientro al B&B per cenare in Donnaz.
Giorno 3 – Point Sant Martin e Gressoney-La-Trinité
Ultimo giorno, prima una visita a Point Sant Martin che deve il suo nome al suo monumento più celebre, lo spettacolare ponte in pietra costruito dai Romani nel I secolo a.C. che, per la sua mole, costituisce un raro esempio di ponte a campata unica.
La sua posizione lo rende un’ottima base per accedere alla vicina valle del Lys (Gressoney) , il paese è molto piccolo e lo si gira a piedi, proprio qui inizia e termina il Cammino Balteo, itinerario che permette di scoprire il patrimonio storico-culturale della regione a quote-medio basse in tutte le stagioni. Cosa Vedere: Il Ponte Romano con il Museo del Ponte Romano: si trovano nel centro del paese, attigui alla piazza principale, con parcheggi a disco orario e gratuiti, potete accedervi passando da Via Roma oppure ammirarlo anche dal basso, dalle aiuole che lo costeggiano.
Qui trovate il percorso della Via Francigena Canavesana, inizia proprio a Pont Saint Martin cittadina posta all’ingresso della Regione Autonoma della Valle D’Aosta, e precisamente dall’ardito Ponte Romano, Point Saint Martin è la tappa nr. 6 della via Francigena tra Valle D’Aosta e Piemonte, infatti la tappa nr. 7 è la cittadina di Ivrea (TO)
Gressoney-La-Trinité è l’ultimo centro abitato alla testata della valle percorsa dal torrente Lys, situato a 1627 metri di altitudine in una vasta conca dominata dal ghiacciaio del Lyskamm della catena del Monte Rosa. Nel Medioevo questa località appartenne ai vescovi di Sion e fu popolata da pastori precedentemente transitati in territorio vallese, a cui devono il loro nome: i Walser, una popolazione di origine germanica giunta in questa zona più di otto secoli or sono, La loro cultura si riflette ancora oggi nelle usanze, nell’architettura tradizionale con i tipici stadel, nella lingua parlata, il Titsch, e nel prezioso costume femminile, simbolo della tradizione Walser. Cosa visitare La Chiesa Parrocchiale della Santissima Trinità: degno di nota l’altare maggiore ligneo in stile barocco e il cimitero adiacente alla parrocchia con le sue antiche lapidi in pietra, fatte a mano da scultori locali e il Castello Savoia a Gressoney Saint Jean, vi consiglio di prenotare se volete visitarlo all’interno oppure potete ammirare il parco con il giardino botanico.
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