Borgo BiancoMatilde, un luogo fiabesco per un’esperienza da effetto wow
Qualche giorno fa sono stata ospite a Borgo BiancoMatilde luogo dove la società Italian Dream dallo scorso luglio ha avviato un progetto molto interessante, un nuovo modo di fare hospitality che riunisce in sé tutte le sfaccettature di storia, cultura, turismo internazionale, enogastronomia ed eccellenze locali.
Borgo BiancoMatilde si trova nella via di accesso che porta all’ingresso del Castello di Sarzano, che si trova nel Comune di Casina, siamo sull’appennino reggiano nel cuore nelle Terre di Matilde di Canossa, in una zona dove tra l’altro si produce il Parmigiano Reggiano di Montagna, nella Riserva Mab dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Appena arrivata vengo rapita dalla vista di questo paesaggio che complice la nevicata di qualche giorno prima mi catapulta in una fiaba, vengo poi accolta da Fernando Burani general manager e sommelier di Borgo BiancoMatilde che mi offre il secondo caffè della giornata e iniziamo subito a parlare di vini e zone di produzione, dopo qualche minuto ci raggiunge chef Maichol Stefani che sapendo dell’arrivo di alcune blogger e giornaliste ha preparato come coccola di benvenuto alcuni dolci tra cui la tipica torta di tagliatelle (buonissima). Poco dopo l’arrivo delle altre blogger abbiamo raggiunto il Castello di Sarzano per un tour con una guida del Gruppo Storico Folkloristico Il Melograno che si occupa di gestire il complesso monumentale, con delle visite guidate e una serie di eventi durante tutto l’arco dell’anno (per tutte le info vi rimando al loro sito ).


IL CASTELLO DI SARZANO
Il Castello di Sarzano sorge a 1,5 km dall’abitato di Casina. La posizione dominante di Sarzano, sul medio e alto Appennino, permette di ammirare dall’alto del colle del maniero le montagne e riconoscere a Oriente la vetta acuta e lontana del Monte Cimone e il profilo del Monte Cusna nel Parco Nazionale. Verso sud, davanti al fondale del crinale, si notano la Pietra di Bismantova e, più a destra, il cono del Ventasso. Una curiosità l’attore britannico Christopher Lee è stato l’undicesimo marchese di Sarzano, questo perché era la patria dei suoi antenati, la famiglia Carandini. Oggi il complesso del Castello di Sarzano è formato dal castello che occupa la sommità del colle e dal borgo di nord-est, che annovera la ex chiesa di San Bartolomeo con la sua canonica, una casa mezzadrile e un fienile.
IL RISTORANTE:
La location è creata in un antico fienile, arredato in maniera moderna, confortevole e luminosa, con una bellissima vista sulla vallata, ma non credo che la descrizione della sala o la precisazione su “ampia scelta vegetariana” “ottima materia prima” sia fondamentale per definire la cucina di Borgo BiancoMatilde, mi sono presa del tempo per parlare con chef Maichol, per chiedergli delle sue passioni più che il suo curriculum, per farmi raccontare dei sui ricordi legati alla cucina da che era un bimbo, delle tipicità di questa zona dell’Appennino Reggiano, tutti i suoi racconti li ho ritrovati nei piatti, ho chiuso gli occhi ad ogni primo boccone, ho sentito il territorio, ho sentito quei sapori che partono da un ricordo di cucina di casa per poi evolvere nell’esperienza di vita di chef Maichol, si percepiva benissimo ogni elemento che componeva il piatto, i sapori erano ben distinti e insieme creavano una sinfonia perfetta, questo è dovuto alla capacità dello chef di rendere onore alla materia prima (locale) e di eccellente qualità.


Vi voglio anche raccontare di come ho ” tormentato” sous chef Umberto -che ringrazio per la pazienza- per farmi raccontare la sua interpretazione del Bianco Mangiare, il “dolce” di Matilde di Canossa anche se all’epoca non era un vero dolce ma una pietanza composta da cibi bianchi e da qui il nome biancomangiare, ho creato un video che a breve pubblicherò su you tube.

Essendo appassionata di vini non ho perso l’occasione per farmi raccontare da Fernando il general manager e sommelier di Borgo BiancoMatilde, il criterio e la cura con cui sceglie i vini da proporre, tutti locali e devo dire che mea culpa alcuni non li conoscevo ed è stata una piacevole scoperta, prendetevi del tempo, fatevi raccontare e confrontatevi.
BORGO BIANCO MATILDE – IL PROGETTO
Borgo BiancoMatilde, in questo antico borgo risalente al Medio Evo e attualmente annoverato nel circuito dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli prende “vita” un progetto innovativo che trae linfa dalla storia del territorio circostante, per proiettarlo nel futuro dell’hospitality, puntando sulla rivalutazione del territorio e delle eccellenze locali: il Borgo BiancoMatilde, comprenderà un complesso ricettivo articolato su più edifici.


GLI ARTEFICI DEL PROGETTO:
Sto parlando di Luca Di Pietro e il suo socio Lorenzo Baricca che, per rispondere alle esigenze del Comune diCasina di mantenere vitali le molteplici valenze culturali, storiche, turistiche, enogastronomiche e ambientali di un castello così evocativo, hanno messo a punto un articolato format di iniziative, con il
borgo quale punto focale da cui si dirige lo sguardo rivolto al turismo internazionale. «L’idea è quella di
creare una storia, che sia legata alle eccellenze del posto», sottolinea Luca Di Pietro. Il manager, assieme a
Baricca e attraverso l’Italian Dream – società creata ad hoc, che si è aggiudicata il bando promosso dal
Comune e dall’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano – intende mantenere intatte le
suggestioni del passato e avvalersi delle peculiarità odierne come il Parmigiano Reggiano di Montagna,
antico quanto la Grancontessa e altrettanto celebre o come il Biancomangiare (ringrazio souf chef Umberto Cavaliere per avermelo preparato e raccontato) il famoso dolce che la stessa Matilde di Canossa fece preparare per suggellare la riappacificazione tra i due potenti personaggi e che adesso fa capolino nel nome e tra le righe del menu del Borgo BiancoMatilde. Tre sono gli step iniziali attorno a cui ruota il progetto dei due soci, attivi in America con il network di ristoranti Tarallucci e Vino, un wine bar e un ristorante aperti da luglio 2021 e, a seguire, un hotel con un raccolto numero di camere e una SPA. Mentre per l’ex chiesa di San Bartolomeo si preannuncia, già dal prossimo anno, un futuro come scenario d’elezione per mostre, eventi, meeting aziendali e anche wine & food tasting con svariati produttori e chef selezionati da Di Pietro e Baricca. La ricerca di eccellenze non è incentrata solo sui luoghi o sulle materie prime, ma si è allargata anche alle figure professionali così, l’Italian Dream team messo in campo dai due soci annovera, tra i protagonisti, un general manager e sommelier del calibro di Fernando Burani, brasiliano di nascita e italiano di adozione e un cuoco professionista come chef Maichol Stefani. Se Burani è spinto da una passione viscerale per l’Emilia Romagna, dopo le esperienze lavorative in Svizzera, Brasile e Stati Uniti, Stefani, dal canto suo, rivela che la cucina è qualcosa di evocativo, e, questo lo si percepisce ad ogni boccone, una sensazione ancestrale che lo ha portato a una profonda conoscenza della cucina mediterranea. In forza allo staff anche personale qualificato del luogo, a sottolineare il link con il territorio che si vuole costruire, perché qui, dove la storia è materia viva del domani, si possa innestare un linguaggio fatto di scambi e osservazioni.
CONSIDERAZIONI:
Credo che il team di Borgo BiancoMatilde, composto da persone competenti, intraprendenti, creative (cercate su google concerto a lume di candela) ed appassionate, stia ridando vita al Borgo partendo dal passato e dalla storicità del luogo, attingendo dal proprio vissuto per proiettarlo verso una nuova visione di ospitalità e credetemi se vi dico diversa dal solito, non ci resta che attendere i prossimi mesi per gli altri 2 step, non so voi ma io sono sono molto curiosa. Ringrazio Viviana e tutto il team per l’esperienza.
Borgo BiancoMatilde via G.Graziani, 1 C/o presso il Castello di Sarzano, 42034 Casina (RE)
Per maggiori info potete visitare il sito.
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