MONFERRATO: INTINERARIO DI 24 ORE

Monferrato: spesso mi chiedono cosa fare o dove andare a due passi da casa. Una delle località che spesso consiglio, è appunto il Monferrato (di cui vi avevo già parlato QUI) e che si trova a soli 40 minuti dalla Provincia di Pavia e ad 1 ora da Milano. Il Monferrato, che ricordiamo essere Patrimonio Unesco, per la bellezza dei paesaggi, è meta ideale per gli appassionati di moto, vespa e cicloturismo. Oltre ad offrire e molti intinerari enogastronomici. Il mio tour ideale, comincia dalla distilleria Mazzetti di Altavilla nata 174 anni fa, in questo luogo ed oggi, il più storico luogo di distillazione di tutto il Nord –Ovest. La campagna di accoglienza prevede visite guidate all’interno della azienda, passando per il giardino e ammirando la torretta che fa parte di un circuito di torri di avviso (con tanto di campana), passando per il piazzale delle vinacce, la sala di distillazione, la barricaia, la galleria della grappa e infine la House Of Grappa. Dove si possono effettuare degustazioni e acquisti. Vi consiglio alcune novità 2020, come i liquori liquirizia e limone.

Riprendendo la strada, incontriamo la località Castagnoni, dove si trova il country resort  I Castanogni . Incantevole dimora risalente al 1700, creata all’interno dell’ala dedicata all’ex convento, attivo fino agli anni ’20 del secolo scorso. La struttura appartiene da sempre alla stessa famiglia, che ha saputo tramandarla e mantenerla in tutto il suo splendore fino ai giorni nostri. E’ un luogo ricco di storia, si potrebbe definire un vero e proprio museo. La sua bellezza lascia senza fiato. Dai pezzi d’antiquariato, alle foto delle personalità che sono passate per I Castagnoni, come Gabriele D’Annunzio, Camillo Benso conte di Cavour e  i Savoia. Emozionante anche girare per il giardino all’italiana, passeggiando tra le siepi di Bosso alberi e siepi secolari. Perdersi ad ammirare il roseto, respirare il profumo dell’uva e del Kiwi, passando sotto al pergolato. Fermarsi alla fontana dei putti con ninfee papiri e scorgere al suo interno i pesci rossi nascondersi alla loro ombra. Solo da una quindicina d’anni, la proprietà ha preso la decisione di convertire in struttura ricettiva la parte relativa all’ex convento, l’altra parte della struttura rimane adibita a dimora famigliare. Il resort inoltre, è dotato di piscina con vista sulla vallata e una piccola SPA, molto intima. A completare tutto, c’è anche la possibilità di noleggiare biciclette on pedalata assistita, per andare a scoprire il territorio. Come definirei il Resort i Castagnoni? Una pausa di benessere e relax in un luogo in cui si respira storia.

Dopo la sosta presso I Castagnoni, proseguiamo verso Cella Monte, tra i borghi più belli d’Italia. E dopo una rapida visita in paese e ammirato l’Ecomuseo della pietra da Cantoni, dove non potete, sì dico proprio non potete, perdervi la visita all’az. Agricola e vitivinicola,  Cinque Quinti . Azienda giovane e dinamica, composta da 5 vulcanici fratelli: Fabrizio, Martina, Michele, Francesca e Mario. Il progetto Cinque quinti nasce durante la vendemmia del 2015 , anno in cui hanno deciso di tenere da parte una piccola quantità di uve selezionate, per creare la loro prima produzione di vino, mettendoci ognuno le proprie idee ed esperienze. Veniamo accolti da Michele (il terzo quinto) che ci accompagna a visitare il loro  Infernot. Ossia una camera sotterranea alla casa, costruito dai lori avi 2 secoli fa, a mano, mediante il solo utilizzo dello scalpello, facendosi strada nell’arenaria. La temperatura e l’umidità costante, l’assenza di luce e spifferi d’aria, fa sì che si creino le condizioni ideali, per la conservazione delle bottiglie di vino. Nel mentre, ci racconta la loro giovane storia, che si sta scrivendo anno dopo anno. Nel 2017, hanno lanciato la loro prima etichetta un vino rosso, vinificato in acciaio e per la precisione un  Barbera . Nel 2018, è la volta del mio preferito, il primo vino bianco Il  Dedalo , derivante da una selezione di uve Arneis Monferrato Doc Bianco, vinificato in acciaio. Nel 2019, si sono aggiunti il  Roverò  100% barbera, affinato in tonneau e il  Mariulin  Un 100% Chardonnay metodo Martinotti, fino ad arrivare al 2020, con l’introduzione di  Solista , Bricco San Pietro, 100% Grignolino del Monferrato Casalese e  Austin. Metodo Classico Rosato Pinot nero 100%.

Quindi, tappa obbligatoria.  

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